Secondo la Chiesa Apostolica in Italia, il ministero cristiano consiste nell’azione della Chiesa universale, nel suo essere Corpo di Cristo.
Ogni funzione ministeriale porta con sé tratti caratteristici in base ai quali è possibile definire requisiti specifici, indicati sommariamente di seguito, che i candidati al ministero dovrebbero possedere. Un elemento comune a tutti i ministeri è la propensione all’espressione di uno o più doni carismatici.
Si presuppone sia necessario constatare nel candidato, seppur con modalità ed efficacia che possono variare da caso a caso, un’espressione più o meno evidente del dono ricevuto da Cristo per lo svolgimento della funzione cui è chiamato (1 Corinzi 2:4).
Ciascuna funzione ministeriale porta con sé tratti caratteristici in base ai quali è possibile definire requisiti specifici indicati sommariamente di seguito. Un punto comune a tutti i ministeri è la propensione all’espressione di uno o più doni carismatici.
Le Scritture indicano le caratteristiche ed i tratti fondamentali distintivi di coloro che sono chiamati ad esercitare servizi e ministeri nella Chiesa di Dio (es. 1 Tim 3.6 e segg; Tito 1:5 e segg.).
L’orientamento che questo annesso intende proporre è quello di individuare quei requisiti che devono essere presenti senza troppi margini discrezionali; esistono anche dei caratteri che devono essere presenti ma che possono essere non ancora completamente sviluppati, e, che solo con il tempo, e dunque nel corso del servizio o ministero stesso, potranno assumere contorni più definiti.
Capacità di Governo
Si tratta della capacità di individuare gli obiettivi e le finalità da perseguire, di unire la chiesa nella visione, di individuare e promuovere lo sviluppo dei ministeri e di saper esercitare la disciplina con giustizia e fermezza.
Capacità di Coordinamento ed Organizzazione
Intese come capacità di promuovere la collaborazione e l’interazione tra le diverse funzioni ministeriali.
Visione Nazionale
È intrinseca all’apostolato una visione strategica dell’Opera Nazionale, pertanto, una “Visione per la Nazione” è il requisito minimo di una funzione apostolica emergente ed operante.
Carismaticità
Deve essere evidente una propensione all’espressione del dono di profezia.
Rivelazione di Governo
Il ministero profetico ha delle caratteristiche peculiari che lo distinguono dal dono di profezia, tra le quali la manifestazione di rivelazioni inerenti al governo della Chiesa.
Carattere
La natura stessa del ministero profetico comporta una valutazione costante del suo operato. È essenziale che il profeta sia capace di accettare questa valutazione da parte degli apostoli, dei colleghi profeti e dell’intero corpo ministeriale.
Passione per i perduti
È il carattere distintivo di chi ha un deposito di grazia evangelistico. Questa passione diventa contagiosa per chi sta intorno ad un evangelista.
Dinamismo
Il dinamismo nelle attività missionarie/evangelistiche e le capacità di coinvolgimento della Chiesa in tali attività sono elementi basilari nella verifica di un ministero evangelistico.
Capacità Relazionali
Un evangelista mostrerà capacità empatiche innate sia nelle relazioni con i perduti sia nella Chiesa.
Capacità di raggiungere i perduti
L’evangelismo del XXI secolo si esprime in una società multiculturale, secolarizzata e altamente scolarizzata; pertanto, un evangelista deve essere capace di comunicare con persone provenienti da diversi contesti religiosi, culturali e sociali. Deve anche padroneggiare tutte le nuove forme di comunicazione emergenti.
Compassione
Un cuore da pastore è sempre proteso verso la comprensione e il sostegno dei membri di Chiesa.
Protezione
Il pastore ha un innato senso di protezione verso il gregge che gli è stato affidato. Non si intende qui una forma di possessività, ma una ricerca del benessere di ogni singolo componente della Chiesa.
Correzione
La capacità di correzione è uno degli elementi fondamentali dell’attività pastorale nell’ambito del “perfezionamento dei santi”. Questa caratteristica bilancia i principi della compassione e della protezione del gregge evitando che diventino punti di debolezza del pastorato.
Capacità d’insegnare
È una delle caratteristiche essenziali del pastorato: non è possibile condurre una Chiesa locale senza avere la capacità di trasmettere i valori biblici e la dottrina cristiana.
Capacità di Governo
Un pastore deve avere una chiara propensione alla conduzione ed alla gestione. Questa caratteristica è essenziale perché la squadra di lavoro possa operare efficacemente: ogni singolo conservo può così esprimere al meglio il proprio deposito di grazia.
L’imparzialità
È una caratteristica indispensabile di un buon conduttore.
Capacità di delegare
Un pastore riconosce i propri limiti, si adopera affinché tutti coloro che sono impegnati nel servizio possano esprimere i propri doni e talenti e permettere loro di assisterlo nel buon governo della Chiesa, in uno spirito di sincera cooperazione, spogliata di ogni competizione.
Visione
Un pastore, in armonia con i conservi, deve avere un chiaro progetto su dove e come condurre il gregge che gli è stato affidato.
Sguardo particolare sulle Scritture
Una parte importante del deposito di grazia di un dottore è una particolare capacità nel comprendere il testo biblico.
Capacità d’insegnare
Gli insegnanti hanno ricevuto la grazia di rendere comprensibili a tutti anche i concetti teologici più complessi.
Umiltà
L’insegnante deve sempre rimanere umile, nonostante la particolare comprensione e conoscenza della Scrittura che lo contraddistingue.
Formazione Teologica e Generale
Il dottore deve possedere una solida preparazione biblica di base ed un’attitudine positiva verso una formazione continua. Deve inoltre essere ben informato relativamente alle tendenze ed ai fatti più rilevanti che riguardano la Chiesa universale ed il mondo esterno ad essa in modo da poter offrire risposte corrette ed adeguate agli interrogativi comuni e correnti.
Flessibilità
Un dottore deve essere in grado di distinguere gli elementi fondamentali ed immutabili della dottrina cristiana da quelli meno chiari o meno rilevanti. Deve saper rispettare le opinioni altrui sui temi teologici non chiaramente rivelati, ed essere aperto al cambiamento d’opinione dinanzi a nuove conoscenze.
Difensore della sana dottrina
La flessibilità non implica la rinuncia alla difesa della “fede una volta insegnata”. Un dottore percepisce l’eresia e ne contrasta la penetrazione nella Chiesa.
Il Diacono è una funzione ministeriale svolta essenzialmente in un contesto di chiesa locale.
Il diacono manifesta la Compassione come principio ispiratore del suo servizio, supportando le attività pastorali e fornendo sostegno pratico e spirituale alla Chiesa.
L’Anziano è una funzione ministeriale svolta essenzialmente in ambito locale che consiste nella cura del gregge, in collaborazione con il Pastore e gli altri anziani.
Il suo ministero presenta alcune caratteristiche specifiche della funzione pastorale quali: Compassione; Protezione; Correzione, capacità d’insegnare.
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